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Una frase al giorno...
Il grand'uomo ha due cuori:
l'uno sanguina,l'altro sopporta

-Kahlil Gibran


________________
DISCLAIMER
________________

IL PROVERBIO DEL MESE:

DICEMBRE

"Dicembre gelato

non va disprezzato"

NOVEMBRE

"Novembre va in montangna

e abbacchia la castagna"

OTTOBRE

"Ottobre piovoso,

campo prosperoso."

SETTEMBRE

"Aria settembrina fresco la sera

e fresco la mattina."

AGOSTO

"La prima pioggia di agosto

rinfresca il bosco"

LUGLIO
"Luglio soleggiato, vino a

buon mercato"

GIUGNO

"Giugno la falce in pugno"

MAGGIO

"Chi pota di maggio e zappa di agosto

non raccoglie né pane né mosto"
APRILE
"Aprile carciofaio,maggio cilegiaio"

MARZO

"Chi nel marzo non pota la sua vigna,

perde la vendemmia" 

FEBBRAIO

"Non c'è carnevale senza

luna di Febbraio"

GENNAIO

"Gennaio rigoroso anno felice"

UN FRUTTO AL MESE:

DICEMBRE

NOVEMBRE

OTTOBRE

 

SETTEMBRE

AGOSTO

LUGLIO

GIUGNO

MAGGIO

APRILE

MARZO

FEBBRAIO

GENNAIO

UN FIORE AL MESE:

DICEMBRE

NOVEMBRE

OTTOBRE

SETTEMBRE

AGOSTO

LUGLIO

GIUGNO

MAGGIO

APRILE


MARZO

 

FEBBRAIO


GENNAIO

DICEMBRE

NOVEMBRE

OTTOBRE

SETTEMBRE

AGOSTO

 

LUGLIO

 

 

 

 

 

 

GIUGNO

MAGGIO

APRILE

MARZO

CULTURA
Favole e Fiabe...Doni
15 maggio 2016

“Se qualcuno vi si avvicina con un dono e voi non lo accettate, a chi appartiene il dono?”, domandò il samurai. “A chi ha tentato di regalarlo”, rispose uno dei discepoli.
“Lo stesso vale per l’invidia, la rabbia e gli insulti”, disse il maestro: “Quando non sono accettati, continuano ad appartenere a chi li portava con sé”.(Detto Zen)

CULTURA
Favole,Fiabe e Novelle:Di sopra per ogni un cento
23 luglio 2014

Andando un prete per la sua parrocchia il sabato santo, dando, com’è usanza, l’acqua benedetta per le case, capitò nella stanza d’un pittore, dove spargendo essa acqua sopra alcuna sua pittura, esso Pittore, voltosi indireto alquanto scrucciato, disse, perché facessi tale spargimento sopra le sue pitture. Allora il prete disse essere così usanza, e che era suo debito il fare così, e che faceva bene, e chi fa bene debbe aspettare bene e meglio, che così promettea Dio, e che d’ogni bene, che si faceva in terra, sen’arebbe di sopra per ogni un cento. Allora il pittore, aspettato ch’elli uscissi fori, se li fece di sopra allafinestra, e gittò un gran secchione d’acqua addosso a esso prete, dicendo: – Ecco che di sopra ti viene per ogni un cento, come tu dicesti che accaderebbe del bene, che mi facevi colla tua acqua santa, colla quale m’hai guasto mezze le mie pitture.

(Leonardo da Vinci)



CULTURA
Favole e Fiabe...Nel mondo dei sogni
14 gennaio 2014

«Dopo pranzo il nostro maestro di scuola faceva sempre un pisolino» raccontava un discepolo di Soyen Shaku. «Noi bambini gli domandammo perché lo facesse e lui ci rispose: "Vado nel mondo dei sogni a trovare i vecchi saggi, come faceva Confucio". Quando Confucio dormiva, sognava gli antichi saggi e dopo parlava di loro ai suoi seguaci.

«Un giorno c'era un caldo terribile, e alcuni di noi si appisolarono. Il maestro ci rimproverò. "Siamo andati nel mondo dei sogni a trovare gli antichi saggi proprio come faceva Confucio" spiegammo noi. "E che cosa vi hanno detto quei saggi?" volle sapere il maestro. Uno di noi rispose: "Siamo andati nel mondo dei sogni, abbiamo incontrato i saggi e domandato se il nostro maestro andava la` tutti i pomeriggi, ma loro ci hanno detto di non averlo mai visto"».

(da 101 Racconti Zen)

CULTURA
Favole e Fiabe...
6 gennaio 2014

Un giorno un uomo ricco consegnò un cesto di spazzatura ad un uomo povero. L'uomo povero gli sorrise e se ne andò col cesto, poi lo svuotò,

 lo lavò e lo riempì di fiori bellissimi.

Ritornò dall'uomo ricco e glielo diede. 
L'uomo ricco si stupì e gli disse: 
«Perché mi hai donato fiori bellissimi se io ti ho dato la spazzatura?». 
E l'uomo povero disse: 
«Ogni persona dà ciò che ha nel cuore».

(Anonimo)

Favole e Fiabe:La fortuna del cavallo
14 aprile 2013

Un giorno un cavallo, ricco d'ornamenti, venne incontro a un asino che, stanco e carico com'era, tardò a dargli la via. " Avrei una gran voglia - disse - di fracassarti a calci ". L'asino non rispose: e con un gemito chiamò testimoni gli dei. Passò qualche tempo.

Il cavallo durante una corsa, azzoppò e fu mandato a servire in campagna. Appena l'asino lo vide tutto carico di letame: " Ricordi - domandò - che boria e che pompa? Ah? E che n'hai avuto? Eccoti ridotto alla miseria che prima spregiavi ".

I felici che disprezzano l'umile, sanno essi quale sarà il proprio domani?

-Esopo-

CULTURA
Favole e Fiabe:La gallina dalle uova d'oro
7 luglio 2012

Un tale aveva una gallina che faceva le uova d'oro,e pensava che dovesse avere molto oro nelle viscere.Allora, per averlo tutto, decise di ucciderla,ma dovette constatare che all'interno era fatta come tutte le altre.Così, per la speranza di trovare la ricchezza tutta in una volta,
si privò anche del modesto ma sicuro provento.(Esopo)

Contentatevi di quello che avete e guardatevi dall'essere insaziabili.

 


CULTURA
Favole e Fiabe:La leonessa e la volpe
25 febbraio 2012

Serenamente accucciate all'ombra di una fresca pianta situata nel cuore della foresta, una tranquilla leonessa e una placida volpe, chiacchieravano tra loro come due vecchie amiche, discutendo del più e del meno.

Per un ascoltatore attento non era difficile però, scoprire che, nascoste nelle loro parole, vi era racchiuso un pizzico d'invidia. In effetti, la volpe, desiderava possedere lo stesso coraggio e l'identica sicurezza che alimentavano il comportamento dell'amica la leonessa, mentre a questa sarebbe piaciuto conquistare la celebre furbizia dell'altra. Nonostante le piccole gelosie racchiuse nei loro cuori, entrambe mantenevano un rapporto forzatamente cortese, scambiandosi sorrisi ed esagerati complimenti.

Finché, un giorno, passeggiando insieme nel bosco con i rispettivi cuccioli che trotterellavano amabilmente intorno a loro, giocando e rincorrendosi fra gli alberi, la volpe non riuscì più a trattenere una frase alimentata unicamente dall'invidia. "Mia cara " disse atteggiandosi a gran dama e indicando con lo sguardo i suoi piccoli, "tu avrai anche un portamento da regina, possiedi grande forza e vigore, ma, in quanto a madre, devi ammettere che io sono più portata. Guarda i miei cinque volpacchiotti come giocano felici tra loro. Invece tu hai messo al mondo un solo figliolo e, poveretto, sembra tanto triste senza fratelli!

Evitando di scomporsi, la leonessa rispose: "Certo amica mia, io ho partorito un solo cucciolo. Ma questo piccolo vale più d'ogni altro animale. Egli è un leone e, una volta cresciuto, sarà un Re!" Non potendo ribattere niente la volpe si limitò ad ingoiare la propria gelosia accettando ciò che la natura aveva dispensato.




E' inutile invidiare ciò che non si possiede perché ognuno dispone di quello che la natura gli ha attribuito e soprattutto delle cose non si misura la quantità ma il valore.

CULTURA
Favole e Fiabe:L'ortolano e il cane
2 ottobre 2011

Il cane di un ortolano cascò in un pozzo, e l’ortolano, per tirarlo fuori, scese giù anche lui. Ma il cane, pensando che egli venisse per cacciarlo più a fondo, si rivoltò al padrone e lo morse. Allora quello, dolorante, se ne tornò su dicendo: “Ben mi sta: perché affannarmi tanto per salvare un suicida?”.

   Ecco una favola per gli uomini ingiusti ed ingrati.

   

CULTURA
LA LEPRE E LA TARTARUGA
3 gennaio 2011

Un giorno la lepre si vantava con gli altri animali: "Nessuno può battermi in velocità. Sfido chiunque a correre come me". La tartaruga, con la sua solita calma, disse: "Io accetto la sfida". La lepre scoppiò in una risata e la tartaruga replicò:

"Non vantarti prima di aver vinto. Accetti la gara?". E così fu stabilito un percorso e dato il via. La lepre partì come un fulmine: quasi non si vedeva, tanto era già lontana. Poi si fermò e per mostrare il suo disprezzo verso la tartaruga si sdraiò a fare un sonnellino. La tartaruga intanto camminava con fatica, un passo dopo l'altro, e quando la lepre si svegliò la vide vicina al traguardo. Allora si mise a correre con tutte le sue forze, ma ormai era troppo tardi per vincere la gara. La tartaruga sorridendo disse: "Non serve correre, bisogna partire per tempo".(Esopo)

CULTURA
Favole e Fiabe...I vizi degli uomini
3 ottobre 2010

Peras imposuit Iuppiter nobis duas:

propriis repletam vitiis post tergum dedit,

alienis ante pectus suspendit gravem.

Hac re videre nostra mala non possumus;

alii simul delinquunt, censores sumus.

Giove ci impose due bisacce: ci diede dietro le spalle quella (la bisaccia) piena dei propri difetti, sospese davanti al nostro petto quella dei vizi altrui. Per questo motivo non possiamo vedere i nostri difetti; non appena gli altri sbagliano siamo giudici severi.
-"I Vizi degli Uomini" Fedro,Fabulae IV,10-

CULTURA
Favole e Fiabe: "La Mula"
28 settembre 2009

Una bella mula rimpinzata di biada si mise a scalpitare, dichiarando ad alta voce a se stessa: “Cavallo dal  rapido piede fu mio padre; ed io son tutta lui”. Ma un giorno si presentò la necessità di correre e la mula doveva farlo davvero. Quando ebbe finita la corsa, si sentì triste, e le venne in mente, all’improvviso, che suo padre era un asino.

La favola mostra che, anche quando le circostanze rendono un uomo famoso, egli non deve mai dimenticare le proprie origini, perché questa vita è piena di incertezze.(Esopo)

CULTURA
Favole e Fiabe:"L'Alcione" di Esopo
21 aprile 2009

L’alcione è un uccello amante della solitudine, che vive sempre sul mare e fa, dicono, il suo nido sugli scogli vicini alla costa, per sfuggire alla caccia degli uomini. Un giorno un alcione che stava per deporre le uova, posandosi su di un promontorio, scorse una roccia a picco sul mare, e andò a farci il nido. Ma una volta, mentre esso era fuori in cerca di cibo, accadde che il mare, gonfiato dal soffio impetuoso del vento, si sollevò fino all’altezza del nido e lo inondò, affogando i piccoli. Quando, al suo ritorno l’alcione vide quel che era accaduto: "Me misero", esclamò, "per guardarmi dalle insidie della terra mi rifugiai sul mare; e il mare mi si è dimostrato ben più infido di quella.

Questo capita anche a certi uomini, che, mentre si guardano dai loro nemici, senz’avvedersene, vanno a cascare in mezzo ad amici che sono ben peggiori di quelli.

CULTURA
Favole e fiabe....Saper Ascoltare la Voce della Coscienza
11 ottobre 2008

(...)Intanto, mentre camminava, vide sul tronco di un albero un piccolo animaletto che riluceva di una luce pallida e opaca, come un lumino da notte dentro una lampada di porcellana trasparente.
— Chi sei? — gli domandò Pinocchio.
— Sono l’ombra del Grillo-parlante, — rispose l’animaletto, con una vocina fioca fioca, che pareva venisse dal mondo di là.
— Che vuoi da me? — disse il burattino.
— Voglio darti un consiglio. Ritorna indietro e porta i quattro zecchini, che ti sono rimasti, al tuo povero babbo che piange e si dispera per non averti più veduto.
— Domani il mio babbo sarà un gran signore, perché questi quattro zecchini diventeranno duemila.
— Non ti fidare, ragazzo mio, di quelli che promettono di farti ricco dalla mattina alla sera. Per il solito, o sono matti o imbroglioni! Dài retta a me, ritorna indietro.
— E io, invece, voglio andare avanti.
— L’ora è tarda!…
— Voglio andare avanti.
— La nottata è scura…
— Voglio andare avanti.
— La strada è pericolosa…
— Voglio andare avanti.
— Ricordati che i ragazzi che vogliono fare di loro capriccio e a modo loro, prima o poi se ne pentono.
— Le solite storie. Buona notte, Grillo.
— Buona notte, Pinocchio, e che il cielo ti salvi dalla guazza e dagli assassini!
Appena dette queste ultime parole, il Grillo-parlante si spense a un tratto, come si spenge un lume soffiandoci sopra, e la strada rimase più buia di prima.(...)Da "Le Avventure di Pinocchio cap.13 di Carlo Collodi"



CULTURA
Come Alice e il Bianconiglio...
18 giugno 2008

Bianconiglio: Uh, poffare poffarissimo! È tardi! È tardi! È tardi!


Alice: Questo sì che è buffo. Perché mai dovrebbe essere tardi per un coniglio? Mi scusi? Signore!


Bianconiglio: Macché! Macché! Non aspettano che me! In ritardo sono già! Non mi posso trattener!


Alice: Dev'essere qualcosa di importante. Forse un ricevimento. Signor Bianconiglio! Aspetti!


Bianconiglio: Oh, no, no, no, no, no, no! È tardi! È tardi, sai? Io son già in mezzo ai guai! Neppur posso dirti "ciao": ho fretta! Ho fretta, sai?





-da"Alice nel Paese delle Meraviglie"-

CULTURA
«Nondum matura est, nolo acerba sumere».
25 marzo 2008

Fame coacta vulpes alta in vinea uvam adpetebat summis sapiens viribus. Quan tangere ut non potuti discendens ait

«Nondum matura est, nolo acerba sumere».

Qui facere quae non possunt verbis elevant,adscribere hoc debebunt exeplum sibi.

Spinta dalla fame, la volpe cercava di prendere l’uva da un’alta vite saltando con tutte le sue forze. Ma non riuscì a toccarla andandosene disse:

« Non è ancora matura, non voglio coglierla acerba »

Chi sminuisce a parole quello che non è in grado di fare,dovrà riferire a stesso questo esempio.

-"La volpe e l'uva" Fedro libro IV,3-

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